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note su condoni ed edilizia..

cosa possiamo fare


Quando, periodicamente, escono notizie su nuovi
condoni edilizi, o riapertura dei termini dell'ultimo del 2003, alcune persone mi dicono "allora potrò fare....."

Ecco, cerco di chiarire a tutti che
il condono edilizio non è la possibilità di realizzare nuove costruzioni o apportare cambiamenti a quelle esistenti, ma solo la possibilità di sanare gli abusi già commessi...

Sembra un concetto chiaro ma non tutti riescono ad interpretarlo immediatamente.

Esempio. Se uno aveva un locale adibito a
magazzino ed in qualche modo è riuscito ad aprirci un negozio o a farci un'abitazione, il condono edilizio serve a regolarizzare e quindi ad ufficializzare di fronte alla legge questi cambiamenti di destinazione d'uso realizzati.
Si paga ovviamente la cosiddetta
oblazione (multa), gli oneri concessori del Comune (Bucalossi), si versa qualche altro soldino alla Regione (come nell'ultimo condono), ma alla fine si rientra nella regolarità.

Diverso il discorso di una persona che desidera
trasformare legalmente a negozio o ad abitazione il magazzino di cui sopra, preso ad esempio, o realizzare un nuovo fabbricato.

In questo caso va consultato lo
strumento urbanistico del Comune, in genere il Piano Regolatore (P.R.G.), poi bisogna vedere le norme sanitarie (altezze, superfici finestrate apribili ecc.), un'occhiatina (si fa per dire) ad eventuali vincoli ed al Piano Paesaggistico Regionale, anche se quest'ultimi, in genere, occorrono solo per le nuove costruzioni e meno per i cambi d'uso "interni" a fabbricati già esistenti.

Se tutto è OK, o quasi ok, un margine di incertezza c'è sempre e viene eliminata solo con l'ottenimento del
Permesso di Costruire da parte del Comune (oggi si chiama così la vecchia Licenza prima e Concesssione Edilizia poi), si può passare alla redazione di un progetto e presentarlo per la dovuta approvazione.

Approvato o approvabile l'
architettonico si può pensare allo strutturale (progetto esecutivo antisismico) e a tutte le altre incombenze quali la relazione con i calcoli per il contenimento dei consumi energetici, dal prossimo gennaio 2011 all'impianto di un fotovoltaico che dovrà produrre almeno il 20% di energia elettrica, al superamento delle barriere architettoniche (per i privati è abbastanza semplice), pensare agli impiantisti "abilitati" che poi dovranno certificare gli impianti elettrico e di riscaldamento che andremo a realizzare nel nostro nuovo fabbricato, restauro o ristrutturazione di quello esistente, ecc. ecc .

Sembra tutto abbastanza difficile e complicato... ma non è così se si parte con la giusta volontà.




Esempio di fabbricato a schiera realizzato recentemente a Nerola.


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